Le origini del volo a Milano: Il Campo di Aviazione di Taliedo
La storia dell’aviazione milanese affonda le sue radici nei primi anni del Novecento, ben prima che i moderni jet solcassero i cieli sopra l’aeroporto di Linate a Milano. Il vero nucleo originario del volo ambrosiano risiede infatti a Taliedo, un’area rurale situata nella periferia sud-orientale della città. Fu proprio qui che la passione per il progresso scientifico e la tecnologia aeronautica trasformò un tranquillo paesaggio agricolo nell’epicentro dell’aviazione italiana ed europea.
Il Circuito Aereo Internazionale del 1910
Il momento di svolta per il campo di aviazione di Taliedo avvenne nel settembre del 1910, quando Milano ospitò il celebre Circuito Aereo Internazionale. L’evento attirò i migliori piloti dell’epoca e una folla di decine di migliaia di spettatori entusiasti. Per l’occasione, i terreni di Taliedo vennero allestiti con hangar, tribune e una pista erbosa idonea per le delicate manovre dei biplani del tempo. Il successo di quell’evento dimostrò la strategicità della posizione di Milano nel panorama aeronautico e sancì la nascita ufficiale del primo vero campo di volo della città.
L’epopea industriale: Le Officine Caproni
A consolidare il ruolo di Taliedo nella storia del volo fu l’incontro con l’ingegnere e costruttore aeronautico Gianni Caproni. Negli anni della Prima Guerra Mondiale, l’area di Taliedo visse un’imponente espansione industriale grazie alla costruzione degli stabilimenti Caproni. Quello che era nato come un semplice campo di aviazione divenne una vera e propria cittadella aeronautica: qui venivano progettati, assemblati e collaudati i celebri bombardieri triplani e biplani che avrebbero segnato l’epoca del primo conflitto mondiale. Taliedo divenne la capitale della produzione aeronautica italiana, impiegando migliaia di maestranze e tecnici altamente specializzati.
Dall’aerodromo di Taliedo alla nascita dell’Aeroporto di Linate
Con il passare degli anni e il rapido sviluppo dell’aviazione commerciale negli anni ’20 e ’30, le strutture di Taliedo iniziarono a mostrare i propri limiti fisici ed urbanistici. La vicinanza al centro cittadino, pur vantaggiosa, impediva un’ulteriore espansione delle piste per accogliere i nuovi velivoli di linea, sempre più grandi e pesanti.
Il progetto del nuovo idroscalo e l’intitolazione a Enrico Forlanini
Negli anni ’30 nacque così la necessità di realizzare un’infrastruttura aeroportuale moderna, integrata e proiettata verso il futuro. La scelta cadde sulla vicina area di Linate, adiacente al grande bacino artificiale dell’Idroscalo di Milano, concepito originariamente per l’ammaraggio degli idrovolanti. Nel 1937 venne inaugurato ufficialmente il nuovo Aeroporto di Milano Linate, intitolato alla memoria di Enrico Forlanini, mecenate e pioniere milanese del volo, inventore dell’elicottero e del fuoribordo.
Con l’entrata in funzione di Linate, il vecchio campo di volo di Taliedo avviò una lenta dismissione delle attività di volo, trasferendo l’intera eredità del traffico aereo passeggeri e merci al nuovo scalo principale.
Dagli Studios cinematografici al rilancio con la Metropolitana M4
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la graduale chiusura degli stabilimenti Caproni, il quartiere di Taliedo ha vissuto una profonda metamorfosi urbana e culturale. La memoria dell’aviazione e le grandi strutture industriali non sono andate del tutto perdute: molti degli storici hangar e capannoni Caproni di Via Mecenate sono stati sapientemente recuperati, trasformandosi nei celebri Studios televisivi e cinematografici di Milano, oltre a spazi dedicati alla moda, al design e all’arte contemporanea.
Oggi, la storia si chiude in un cerchio perfetto grazie all’innovazione infrastrutturale. L’inaugurazione della linea metropolitana M4 (Linea Blu) collega in pochissimi minuti il centro di Milano con l’aeroporto di Linate, attraversando proprio gli storici quartieri orientali di Taliedo e Mecenate. Questa arteria di mobilità sostenibile permette a residenti, visitatori e viaggiatori di percorrere in un soffio la stessa rotta che oltre un secolo fa i pionieri dell’aria coprivano a bordo dei primi biplani in legno e tela.